Il concetto di cittadinanza descrive il legame tra una persona e la sua nazione, riferendosi specificatamente a uno stato legale, noto come civitatis, che conferisce all'individuo l'insieme completo dei diritti civili e politici. In Italia, questa idea moderna di cittadinanza è emersa con la formazione dello Stato unitario e oggi è regolata dalla legge del 5 febbraio 1992, n. 91. L'attuale legislazione italiana stabilisce vari scenari in cui si può ottenere la cittadinanza, includendo situazioni in cui ciò avviene automaticamente e altre in cui è necessario soddisfare specifiche condizioni, esprimere un'intenzione formale e attendere una risoluzione da parte delle autorità competenti. La cittadinanza italiana si ottiene automaticamente in diverse situazioni: La cittadinanza può essere poi concessa anche per meriti eccezionali verso l'Italia o per un interesse particolare dello Stato. I casi in cui invece la cittadinanza può essere richiesta sono i seguenti: La legge italiana prevede dei requisiti specifici per poter richiedere la cittadinanza. Tali requisiti sono: La procedura per la richiesta di cittadinanza italiana da parte di stranieri avviene oggi esclusivamente online: i candidati devono registrarsi sul sito del Ministero dell'Interno, accessibile al link: www.portaleservizi.dlci.interno.it. Durante la registrazione, necessaria anche per i residenti in Italia con l'uso dello SPID, i candidati devono riempire un modulo digitale, inserire i dettagli del bollo fiscale e caricare in formato elettronico tutta la documentazione richiesta nelle sezioni specifiche del modulo. Una volta completata la registrazione, al richiedente straniero viene assegnato un numero di pratica che consente di monitorare lo stato della propria domanda attraverso il portale. Inoltre, accedendo al sito, si possono consultare tutte le comunicazioni inviate dalla Prefettura relative all'accettazione della domanda, all'inizio del procedimento e a eventuali irregolarità nei documenti allegati. Il D. L. n. 113 del 2018, convertito nella Legge n. 132 del 2018, noto come Decreto Sicurezza e immigrazione, è stato implementato dal governo precedente ed è entrato in vigore il 5 ottobre 2018. Questo Decreto ha introdotto modifiche significative nelle procedure per ottenere la cittadinanza italiana, estendendo il periodo per completare i processi di acquisizione della cittadinanza attraverso matrimonio o naturalizzazione. Il termine è infatti stato aumentato da 2 anni a 4 anni, e questa estensione si applica sia alle nuove richieste sia a quelle già presentate o in corso alla data di entrata in vigore del Decreto. Il Decreto ha inoltre aggiunto un requisito per i cittadini stranieri che desiderano acquisire la cittadinanza italiana tramite matrimonio o residenza: una competenza linguistica in italiano non inferiore al livello B1 secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). I richiedenti devono dimostrare tale competenza tramite un titolo di studio riconosciuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale o dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, a meno che non rientrino in specifiche categorie esentate, come coloro che hanno firmato l'accordo di integrazione o possiedono un permesso di soggiorno UE per residenti di lungo periodo. Il contributo finanziario richiesto per le procedure relative alla cittadinanza italiana, introdotto nel 2009 durante il Governo Berlusconi nel "Pacchetto Sicurezza", è stato aumentato da 200 euro a 250 euro. Infine, il Decreto stabilisce la possibilità di revocare la cittadinanza a individui che l'abbiano acquisita e che successivamente siano stati condannati per reati legati al terrorismo. Questa revoca può avvenire entro tre anni dalla sentenza definitiva, tramite un Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'Interno. Ulteriori novità sono state poi introdotte dal D. L. n. 130 del 21 ottobre 2020, intitolato "Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare" e successivamente convertito nella Legge n. 173 del 2020, che ha modificato in parte il precedente Decreto Sicurezza e Immigrazione. Una delle principali modifiche apportate è stata la riduzione del tempo massimo per il completamento dei procedimenti di cittadinanza italiana. Il Decreto Sicurezza aveva esteso questo periodo a 4 anni, ma il nuovo Decreto lo ha riportato al termine originario di 2 anni, con la possibilità di estenderlo fino a 3 anni. Tuttavia, è importante notare che questa disposizione non ha effetto retroattivo. Ciò implica che il termine ridotto si applica solamente alle domande presentate dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del nuovo Decreto (20 dicembre 2020).Cittadinanza italiana: come si ottiene
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Cittadinanza italiana: come presentare la domanda
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