Permesso di soggiorno per motivi familiari: linee guida

Permesso di soggiorno: cos’è

La concessione del permesso di soggiorno per ragioni familiari è destinata a quegli individui extracomunitari che entrano in Italia per raggiungere i propri familiari, che siano già presenti sul territorio nazionale, attraverso un visto specifico. Gli interessati devono fare domanda per questo permesso presso l'ufficio del Questore nella provincia dove si trovano, entro otto giorni dall'arrivo in Italia.

Le regole che governano il rilascio del permesso di soggiorno si trovano nel decreto legislativo n. 286/1998 (aggiornato dalle modifiche del decreto n. 113/2018 e dal nuovo decreto sulla sicurezza n. 130/2020, che è stato convertito nella legge n. 173/2020), così come nel dpr 31 agosto 1999, n. 394, che fornisce le norme applicative del testo unico sulle politiche di immigrazione e sulla condizione degli stranieri. Il permesso di soggiorno per motivi familiari, nello specifico, è rilasciato in base all’articolo 30 del D.lgs. n. 286/98 (Testo Unico Immigrazione).

Chi ha diritto al permesso di soggiorno per motivi familiari

Il rilascio del permesso di soggiorno per ragioni legate alla famiglia ha come elemento chiave per l'ottenimento la convivenza effettiva con il familiare in Italia.

Viene concesso nei seguenti casi:

  1. A cittadini non italiani che entrano in Italia con un visto per ragioni familiari. Questo può includere coloro che hanno ottenuto l'ingresso per il ricongiungimento con i membri della famiglia, sia per accompagnare un familiare sia per riunirsi con un figlio minorenne.
  2. A individui non appartenenti alla comunità italiana o europea che hanno già un permesso di soggiorno in Italia da più di un anno e che si sposano con un cittadino italiano, europeo o un non cittadino che risiede regolarmente nel paese.
  3. A stranieri che detengono già un qualsiasi tipo di permesso di soggiorno valido e che soddisfano i requisiti per il ricongiungimento familiare con un cittadino straniero residente regolarmente. In tale contesto, il permesso di soggiorno già in possesso può essere trasformato in un permesso per motivi familiari. Tale conversione deve essere richiesta entro un anno dalla scadenza del precedente permesso di soggiorno del familiare.
  4. Ai familiari stranieri di un rifugiato, anche se non possiedono un permesso di soggiorno valido.
  5. A un genitore straniero, anche naturale, di un minore italiano residente in Italia.

Permesso di soggiorno per motivi familiari: a cosa dà diritto

Il permesso di soggiorno basato su ragioni familiari ha una validità pari a quella del permesso di soggiorno del familiare a cui il titolare si è unito e può essere rinnovato contemporaneamente a questo, come stabilito dall'articolo 30, comma 3, del Testo Unico sull'Immigrazione.

Questo tipo di permesso offre la possibilità di accedere a servizi di assistenza sociale, di iscriversi a programmi educativi o di formazione professionale, di registrarsi per la ricerca di lavoro e di svolgere attività lavorative, sia dipendenti che indipendenti.

Nell'ambito del lavoro dipendente, nello specifico, non è richiesta la firma del contratto di soggiorno, come indicato dalla Circolare del 25 ottobre 2005. Inoltre, su richiesta dell'interessato, questo tipo di permesso può essere trasformato in un permesso per motivi lavorativi, a condizione che siano soddisfatti i requisiti necessari per il suo ottenimento.

Conversione del permesso di soggiorno per motivi familiari

I casi tipici in cui il permesso di soggiorno per motivi familiari può essere convertito in permesso di lavoro sono la morte del familiare o lo scioglimento del matrimonio.

Nel caso in cui il familiare che ha permesso il ricongiungimento venga a mancare o in situazioni di separazione, la modifica del permesso di soggiorno per ragioni familiari non avviene però in maniera automatica. 

È necessario che il cittadino straniero presenti una richiesta formale per cambiare il proprio permesso di soggiorno da quello per motivi familiari a un altro tipo. Dopo la separazione e la cessazione della convivenza, l'interessato deve inoltrare la richiesta di conversione utilizzando il kit per il permesso di soggiorno disponibile negli uffici postali, allegando tutta la documentazione necessaria per modificare il tipo di soggiorno, ad esempio da familiare a lavoro dipendente o in attesa di occupazione.

È importante notare che, in caso di matrimonio celebrato in Italia, sarà necessario seguire le procedure di separazione o divorzio in conformità con la legge italiana.

Se il matrimonio è stato celebrato all'estero, invece, è essenziale verificare le leggi dei paesi di entrambi i coniugi e i criteri per determinare il tribunale competente e la legge applicabile al caso specifico, anche in base alle norme del diritto internazionale privato.

Come si ottiene il permesso: documenti necessari

Dopo l’ingresso in seguito a ricongiungimento familiare o di familiare al seguito, l’interessato dovrà recarsi presso lo Sportello Unico al quale è stata inoltrata la domanda di nulla osta che, dopo aver accertato la regolarità del visto, consegnerà un modulo precompilato per la richiesta del permesso di soggiorno da inoltrare con apposita busta attraverso gli Sportelli Postali abilitati al Centro Servizi Amministrativi di Roma (in base al Protocollo tra Poste Italiane e Ministero dell’Interno in vigore dall’11 dicembre 2006).

Saranno necessari i seguenti documenti:

  • marca da bollo da euro 16,00;
  • ricevuta del versamento di euro 30,46 per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico;
  • pagamento di euro 30,00 allo sportello postale per le spese di spedizione.