La violenza contro le donne in Italia rimane un problema ancora troppo diffuso, come ci confermano gli ultimi casi di cronaca nera. Tra gli interventi più importanti del legislatore, rivolti a garantire una maggiore tutela alle donne nell’ambito di abusi familiari e violenza domestica, troviamo sicuramente la L. 69/2019 (cd. “Codice Rosso”) e, da ultimo, le novità introdotte nel processo civile dalla Riforma Cartabia. Per affrontare rapidamente casi di abuso o violenza, ora è infatti possibile contattare direttamente un giudice seguendo le procedure del nuovo art. 473 bis.41 c.p.c. In situazioni legate a separazioni, divorzi, affidamento di minori o fine convivenza, inoltre, i tempi dei processi possono essere dimezzati e il giudice, in queste circostanze, dispone di maggiori poteri investigativi.
Le principali novità introdotte riguardano la riduzione dei tempi del processo, la possibilità del ricorso diretto e maggiori poteri del giudice a tutela della donna vittima di violenza.
È importante ricordare che, in Italia, le donne vittime di violenza hanno accesso a diversi servizi di supporto, tra cui:
1. Centri di aiuto antiviolenza, che offrono supporto psicologico, legale ed economico.
2. Rifugi per donne, che forniscono alloggio temporaneo sicuro con supporto psicologico e legale.
3. Linee di emergenza per assistenza e consulenza telefonica 24/7 (come il 1522).
4. Assistenza legale gratuita attraverso il patrocinio a spese dello Stato.
5. Programmi di reinserimento sociale ed economico, che includono formazione professionale e aiuti economici per la stabilità finanziaria e la ricerca di lavoro.
Ricordiamo che è importante non utilizzare le denunce, in assenza di violenza o minaccia, come arma di ritorsione o di vendetta contro l'altro genitore, fenomeno questo altamente diffuso sul territorio italiano. Molte denunce oggi sono infatti presentate con lo scopo di ottenere vantaggi in sede civile in relazione alle condizioni di affidamento o di mantenimento della prole.
Nella fase immediatamente precedente la denuncia, quindi, occorre farsi assistere da personale altamente qualificato, che agirà nel modo più consono per tutelare le situazioni di reale pericolo o di violenza consumata.